K&A FRONTIERE 2.0: la difesa naturale che arriva dal mare

flacone frontiere 2.0 da 5LK&A Frontiere 2.0 è un estratto puro di lievito contenente alghe brune. Il processo produttivo prevede la raccolta delle alghe sulle coste islandesi, il trasferimento nello stabilimento di Cork in Irlanda, lavaggio e selezione, macinatura, estrazione in soluzione acida, concentrazione a bassa temperatura ed il confezionamento senza l’aggiunta di alcuna sostanza, il prodotto è pertanto totalmente naturale. La sua composizione ricca di bioattivatori naturali consente di attivare nelle piante gli innati sistemi di difesa, stimolando la resistenza contro gli attacchi di funghi e batteri.

 

 

Schema della parete cellulare di un fungo

Il fucoidano, i florotannini ed il mannitolo, sono solo alcuni dei fattori di successo nell’induzione naturale dei sistemi di difesa endogeni nelle piante. I componenti attivi di K&A Frontiere 2.0 infatti, simulano l’attacco di un patogeno fungino o batterico, perché hanno la stessa struttura chimica di questi ultimi. Per esempio le catene polimeriche lineari o elicoidali di β-1,3-glucani e β-1,6-glucani, sono molecole che si trovano sia nelle alghe brune che nella parete cellulare di molti funghi.

 La rottura di queste molecole complesse da parte di enzimi presenti costitutivamente nelle piante, porta alla formazione degli stessi oligosaccaridi che si formano in seguito alla rottura della parete cellulare dei funghi patogeni al momento del loro ingresso all’interno della cellula vegetale.

In presenza del patogeno, queste sostanze danno origine ad una cascata di eventi che conduce all’identificazione del patogeno stesso ed alla sintesi delle sostanze che ne bloccano lo sviluppo.

In assenza del patogeno, assistiamo alla metabolizzazione di questi oligosaccaridi.

 

K&A Frontiere 2.0 è quindi in grado di stimolare le piante, anticipatamente rispetto ad un infezione vera e propria, a sintetizzare le sostanze che concorrono alla loro difesa: aumento dello spessore della parete cellulare attraverso la sintesi di callosio, produzione di sostanze tossiche per il patogeno, precursori della lignina, specie reattive dell’ossigeno (ROS) o altre sostanze fenoliche, sintesi di proteine specifiche per la difesa cioè le PRproteine e se è necessario morte cellulare programmata.

Tutto questo significa induzione della SAR (resistenza sistemica acquisita).

All’interno della stessa specie, le CV di piante tolleranti ad una determinata malattia differiscono da quelle suscettibili, per la durata dell’intervallo temporale che intercorre tra la penetrazione del patogeno e la messa in atto dei sistemi innati di difesa. Questo fatto testimonia come, oltre che per la nutrizione, anche per l’induzione di difesa, è il tempo il fattore determinante.

Ancora una volta, fare le cose giuste al momento giusto risulta essere la chiave del successo.

K&A Frontiere 2.0 è un eccellente induttore di difesa utilizzabile da solo o in miscela su tutte le colture, in ogni fase di sviuppo delle piante ed in ogni tipo di coltivazione, naturale, biologica ed integrata.

Permette di ridurre il numero totale di interventi con fungicidi e di conseguenza l’ammontare di residui sul prodotto finale.

Per una agricoltura che mette al centro dell’attenzione il rispetto dell’ambiente, la salute delle persone e la salubrità degli alimenti.

Per visualizzare tutte le prove e per saperne di più:

www.kalosgate.com www.agrochimicasnc.it

info@kalosgate.com info@agrochimicasnc.it

Sostenibilità e difesa del suolo, gli agricoltori in prima linea

L’articolo apparso qualche giorno fa in lingua inglese su freshfruitportal.com, a firma del Direttore della fondazione Eosta, Volkert Engelsman, riporta un punto di vista importante ed interessante; ne riportiamo i passaggi salienti a favore degli operatori italiani.

Per favore, prendetevi cura della nostra terra. Coltivatela, trasmettetecela in modo responsabile, così noi potremo fare lo stesso. Per favore, prendetevi cura della nostra terra.” Questa è stata la richiesta urgente rivolga agli agricoltori per conto dello Youth Food Movement and the world’s children, da parte del ventenne Nyakallo Makgoba alla cerimonia di chiusura della conferenza internazionale “Celebrating Soil! Celebrating Life!”, che si è svolta ad Amsterdam il 29 Giugno scorso. Con la presentazione della “Save Our Soils Amsterdam Declaration”, il giovane ha esortato i delegati, tra cui ministri, reali e dirigenti d’azienda ad agire per fermare l’erosione ed il degrado dei suoli.

La conferenza, sostenuta dalla FAO, è stata il principale evento del 2015 nell’ambito della campagna Save Our Soils, che abbiamo intrapreso qualche anno fa, scrive Engelsman, con la quale mi auguro di aver responsabilizzato molte persone. Si contano 24 miliardi di tonnellate di terreno del valore di 1.5 trilioni di euro persi all’anno, e questi numeri non sono mere statistiche. Senza suolo fertile, non c’è speranza per gli obiettivi di sicurezza alimentare a livello mondiale.

“Il suolo non è solo la metà del nostro ambiente, è il nostro futuro”, ha dichiarato Rainer Horn, presidente dell’International Union of Soil Scientists; 30 campi da calcio di terreno fertile vengono persi ogni minuto a causa di erosione e degrado, e lo sfruttamento dell’agricoltura ne è la causa principale. L’agricoltura biologica non può essere l’unica soluzione per aumentare la sostanza organica del suolo e prevenire l’erosione, ma è un metodo suffragato da numerose ricerche scientifiche.

Sostenibilità in viticoltura, un messaggio importante
Sostenibilità in viticoltura, un messaggio importante

Il messaggio principale della campagna “Save our Soils” è quindi che i consumatori possano contribuire a salvare i terreni scegliendo prodotti biologici (o sostenibili, NDR) nella loro spesa quotidiana. Vorremmo che il nostro messaggio raggiungesse i consumatori, e che questi ne prendessero coscienza, continua Engelsman. Gli agricoltori che si prendono cura della terra sono i medici del futuro. Ma i consumatori sono il “gigante addormentato”: se riempissero i loro carrelli della spesa con prodotti che sono frutto di azioni a sostegno della terra il vero cambiamento potrebbe avvenire. Ogni volta che fate la spesa, state contribuendo a creare il mondo che desiderate!

Il 2015 è un anno speciale, perché è l’Anno Internazione dei suoli indetto dalle Nazioni Unite. Un mercato che mette i suoi costi ecologici e sociali sulle teste dei figli dei nostri figli non è sostenibile nel senso più letterale del termine, conclude il presidente di Eosta. Dobbiamo combattere come “Robin Food” contro l’idea che il consumatore è un Neanderthal che è interessato solo al prezzo più basso. Il mercato alimentare corrente ha certamente un enorme ostacolo sulla via della sostenibilità: l’anonimato.

Non ci può essere sostenibilità senza la consapevolezza degli effetti dei nostri metodi di produzione alimentare. Ecco perché abbiamo iniziato alcuni anni fa la campagna Save Our Soils ed è per questo che abbiamo sviluppato nel corso gli anni il sistema di trasparenza on-line Natur& More. Abbiamo notato che i consumatori sono molto interessati a questa visione, infatti nell’agosto scorso abbiamo sviluppato il fatturato più alto di tutta la nostra 25ennale storia.”

Articolo integrale in inglese a questo link Farmers who look after soils are doctors of the future

La Scuola nel Vigneto, più che biologica!

Negrar, Valpolicella Classico, Verona. Vigneti eroici, come in altre moltissime zone di questa nostra splendida Italia.
Qui, precisamente nella frazione di Jago, da due anni a questa parte Kalòs sta svolgendo delle prove di utilizzo di prodotti induttori di resistenza, integrati a strategie di riduzione degli input di rame e zolfo.

Vigneti a Jago, Negrar in Valpolicella
Vigneti a Jago, Negrar in Valpolicella

“Me lo ricordo come fosse ieri” – ci racconta Elisa Savoia, responsabile Marketing di Kalòs – “quella mattina di Novembre quando in macchina con il responsabile tecnico della cantina Claudio Oliboni, ho visitato per la prima volta, il vigneto dove “si sarebbe potuto fare la prova”. L’ambientazione era ed è splendida: un ettaro di diverse varietà locali e non che nell’ambito di una sperimentazione pluriennale volta al miglioramento qualitativo della produzione, sono abbinate a vari portinnesti, il tutto dislocato su due terrazze sostenute dalle “marogne” (muri a secco) con una vista mozzafiato sul paese e la valle sottostanti. Il vigneto di proprietà della Cantina, oltre alla nostra prova, ospita ogni anno numerose altre sperimentazioni (lotta agli insetti con pratiche di confusione sessuale, spollonature e diserbi con metodi meccanici e prodotti biologici, ecc…) che si collocano tutte nell’ambito di una gestione che va ben oltre i normali protocolli integrati ed anche biologici.

Oliboni vorrebbe provare i nostri prodotti proprio qui perché, ci spiega, “la gestione di questo vigneto deve essere più che biologica”. Le ragioni sono due: la prima è che il vigneto è inserito (come quasi tutti in quella zona) tra le case, e l’utilizzo dei fitofarmaci è normato dai protocolli di difesa integrata (base ed avanzati qui i vari disciplinari) e da una locale “buona pratica” secondo la quale quando vengono fatti i trattamenti si avvisa – via SMS o tramite appositi cartelli – il vicinato (con notevole lungimiranza sulle recenti linee guida dell’EFSA); e la seconda è che proprio quel vigneto è eletto per le “Prove di vendemmia” del progetto “La scuola nel vigneto”. L’interesse verso la riduzione ragionata dell’apporto di agrofarmaci è quindi doppia!

La Scuola nel Vigneto, progetto della Cantina Valpolicella Negrar
La Scuola nel Vigneto, progetto della Cantina Valpolicella Negrar

Da quel primo approccio sono ormai passate due stagioni – a detta di molti addetti ai lavori, tra le peggiori degli ultimi decenni per quanto riguarda la difesa – ma in entrambe una strategia correttamente integrata tra rame, zolfo ed induttori di resistenza ha superato la prova, il tutto unito soprattutto alla prontezza di intervento ed ad una corretta gestione agronomica che, partendo dalla potatura e dalla legatura, si snoda attraverso tutte le operazioni colturali fino alla vendemmia ed alla messa dell’uva nelle cassette per l’appassimento. La cura agli aspetti agronomici e la tempistica di intervento, sono ciò che secondo noi di Kalòs ha fatto veramente la differenza tra produzioni di qualità e non, ed a volte proprio tra produzione e non produzione, nel corso delle ultime 3 annate.

I prodotti utilizzati sono stati: K&A Frontiere come base per la difesa, affiancato allo zolfo nelle primissime fasi vegetative e da fine fioritura a inizio invaiatura per contrastare l’oidio, K&A Oomisine e rame per contrastare la peronospora e K&A Botrisine combinato con K&A Sil-ka nelle ultime fasi della maturazione per migliorare le difese delle viti nei confronti della botrite e del marciume acido.Com’era naturale immaginare, non tutte le varietà, o meglio non tutte le combinazioni varietà-portainnesto, hanno risposto nello stesso modo: nell’annata 2014 sono state più colpite le CV maggiormente sensibili all’oidio, lo scorso anno è valso lo stesso per la peronospora, ma non essendo stato possibile trattare diversamente le varie parti del vigneto abbiamo pensato di prendere l’esperienza a palestra per imparare quali varietà necessitano di maggiore attenzione e su quali fronti.”

Con questo post il team di Kalòs coglie anche l’occasione per ringraziare le persone che ci hanno sostenuto durante il progetto e cioè il tecnico Oliboni, il Sig.Silvano che ha eseguito i trattamenti e tutti gli altri soci che si sono succeduti nelle operazioni colturali. Per maggiori informazioni sul progetto La Scuola nel Vigneto, vi rimandiamo alla notizia all’interno del sito della Cantina Valpolicella Negrar.

Mondo Merlot in Trentino, un vino da podio

Mondo Merlot 2014
Mondo Merlot 2014

Dal 24 al 26 Ottobre si svolgerà la 14° edizione di Mondo Merlot ad Aldeno (TN) in Trentino: l’evento è il punto di riferimento in Italia per chi produce questo vino e si occupa di questo vitigno a bacca rossa.

E sono già stati pubblicati i vincitori del 12° Concorso Nazionale Merlot d’Italia:
Categoria DOC/DOCG – annate 2013/2012
1. Azienda CAVIT – Trento (TN) – Trentino DOC Merlot “Bottega Vinai” 2012
2° Azienda Agricola La Cura – Massa Marittima (GR) – Maremma Toscana DOC Merlot 2012
3° Cantina Sociale Mori – Colli Zugna – Mori (TN) – Trentino DOC Merlot “Vini del Gelso” 2012
Categoria DOC/DOCG – annate precedenti
1. Cantina Aldeno – Aldeno (TN) – Trentino DOC Merlot “Riserva” 2010 – MIGLIOR MERLOT TRENTINO
2° Gualdo del Re – Suvereto (LI) – Val di Cornia Suvereto DOC Merlot “I’Rennero” 2010
3° San Simone di Brisotto – Porcia (PN) – Friuli Grave DOC Merlot Riserva “Evante” 2011
Categoria – IGT – annate 2013/2012
1. Azienda Cescon Italo Storia e Vini – Roncadelle di Ormelle (TV) – Veneto IGT Merlot “Chieto” 2012 – MIGLIOR MERLOT NAZIONALE
2° Azienda Agricola Nardin Walter – Roncadelle di Ormelle (TV) – Delle Venezie IGT Merlot “Rosso del Nane – La Zerbaia” 2012
3° Tenuta Maddalena -Volta Mantovana (MN) – Alto Mincio IGT Merlot “Monte Cervo” 2012
Categoria IGT – annate precedenti
1. Rocca di Castagnoli – Gaiole in Chianti (SI) – Toscana IGT Merlot “Le Pratola” 2009
2° Tenuta La Parrina – Albinia di Orbetello (GR) – Maremma Toscana IGT Merlot “Radaia” 2007
3° Tenuta Vicchiomaggio – Greve in Chianti (FI) – Toscana IGT Merlot “Castello Vicchiomaggio FSM” 2011

Il Merlot è il secondo vino al mondo dopo il Cabernet Sauvignon, per ampiezza di ettari vitati, stando a quanto afferma una ricerca internazionale condotta dalla Grape and Wine Research Development Corporation su dati relativi al 2010. In Italia è quarto per numero di ettari ed è molto diffuso lungo tutta la Penisola, dal Nord Est alla Sicilia.

Come emerge da una ricerca dell’Istituto di coltivazioni arboree dell’Università degli studi di Milano: “Il Merlot per poter esprimere il suo potenziale qualitativo, esige più di altre varietà una maggiore attenzione alle caratteristiche del suolo. I vini di equilibrio e carattere sono prodotti, in Francia come in Italia, su terreni argillosi che 1) permettano un buon rapporto tra produzione e area fogliare, riducendo l’allegagione da un lato e il vigore vegetativo dall’altro; 2) favoriscano le dimensioni ridotte delle bacche per il basso numero di vinaccioli, in modo da migliorare il rapporto tra superficie della bacca e il suo volume; 3) rallentino nei climi più caldi la naturale tendenza alla precocità di maturazione e 4) riducano i rischi della siccità alla quale il vitigno è particolarmente sensibile.”

Si tratta, in sostanza, di un vitigno dalle grandi potenzialità, che va gestito molto bene soprattutto dal punto di vista agronomico; il terroir infatti è una delle componenti fondamentali perché si esprima al meglio, così come lo è lo sviluppo sano ed equilibrato dei grappoli. In particolare, i prodotti e le tecniche che ottimizzano la gestione della nutrizione e potenziano le difese naturali della vite, portano benefici anche dal punto di vista metabolico generale; aumentando ad esempio, la concentrazione dei composti fenolici nelle bacche e nei vinaccioli che conferiscono un sapore più intenso e complesso al vino.

A Mondo Merlot saranno in mostra Merlot nazionali, top Merlot come il Masseto, internazionali e bordolesi trentini. La Mostra dei Merlot d’Italia al Teatro di Aldeno si terrà nelle giornate di venerdì 24 (19.00-22.30), sabato 25 (15-22.30) e domenica 26 ottobre (10.30-20.00) sarà preceduta dal12° concorso nazionale Merlot d’Italia, che si svolgerà due settimane prima e che proclamerà i migliori Merlot italiani nelle varie categorie. Qui il programma completo dell’evento: www.mondomerlot.it

Noi di Kalos saremo presenti alla manifestazione in veste di sponsor, per dare il nostro supporto tecnico alla viticoltura italiana nell’ambito della ricerca di prodotti nuovi e nell’applicazione di tecniche innovative, per la nutrizione e la fortificazione delle difese naturali della vite e delle piante.
Per maggiori informazioni: Kalòs tel. +39 0432 909926 – info@kalosgate.com

Kalos sponsor di Mondo Merlot 2014
Kalos sponsor di Mondo Merlot 2014

 

Kalòs per la ricerca ed innovazione in agricoltura, facciamo il punto

Mappa delle attività di ricerca di Kalòs
Mappa delle attività di ricerca di Kalòs

Anche quest’anno Kalòs Agricoltura ha “messo in campo” numerosi lavori di ricerca, studio e sperimentazione sia di affermati che nuovi prodotti. Le prove riguardano sia l’attivazione dei sistemi endogeni di difesa che la nutrizione delle piante, valutando i risvolti che possono avere sulla qualità commerciale, organolettica, gustativa e sulla salubrità delle produzioni.

Il lavoro più corposo concerne l’attivazione delle difese endogene, nel quale hanno collaborato con noi diversi enti pubblici quali Università e Centri di Ricerca. Facciamo sul punto sulle ricerche attualmente in atto (e non sono poche!) e sugli enti con i quali portiamo avanti importanti tasselli per l’innovazione in agricoltura.

Università di Firenze:
•    Terzo anno di prove per la difesa del vigneto rispetto alle principali crittogame, in particolare oidio, peronospora e black-rot. Oltre ai prodotti già sperimentati durante le precedenti annate: FRONTIERE, OOMISINE e COPTREL, quest’anno è stato introdotto un nuovo preparato funzionale all’attivazione della resistenza specifica nei confronti dell’oidio. I risultati ottenuti hanno portato alla stesura di una tesi di laurea.
•    Continuano per il secondo anno, in collaborazione con il CNR di Bologna, i lavori su mal dell’esca con l’impiego di FRONTIERE e COPTREL. I primi risultati sono molto confortanti.

Università di Udine:
•    Con il supporto del Consorzio di Tutela dei Colli Orientali del Friuli e Ramandolo, continua, per il terzo anno, la sperimentazione su vite nei confronti di peronospora, oidio e botrite con FRONTIERE, OOMISINE, COPTREL, BOTRISINE e SIL-KA.Sono già state discusse due tesi di laurea.
•    In collaborazione con l’Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo (ERSA) ed il Servizio Fitosanitario del Veneto, da due anni si opera per contrastare la batteriosi o PSA del Kiwi. In questo caso i prodotti utilizzati sono COPTREL, BACTERSINE e FRONTIERE. Benché la soluzione al problema sia ancora lontana, i risultati ottenuti sono incoraggianti. Si lavora in particolare sul miglioramento della tempistica di intervento.

Università di Torino:
•    Attraverso la società Agrinnova, abbiamo iniziato quest’anno un lavoro per il contenimento dei funghi tellurici, in particolare la fusariosi. In questa occasione è stato testato un prodotto nuovo in combinazione con FRONTIERE. I risultati provvisori indicano un’efficacia simile a quella degli agrofarmaci di sintesi.
•    Programmata una ricerca sulla botrite della lattuga che inizierà quest’ autunno; saranno testati BOTRISINE, FRONTIERE e SIL-KA.

Tra gli organismi non universitari, si segnalano alcuni lavori molto interessanti.
Presso l’Agenzia per la Sperimentazione Tecnologica e la Ricerca Agroambientale (ASTRA) di Faenza (RA) stiamo portando avanti, per il secondo anno, 2  prove su vite.
La prima ha lo scopo testare l’efficacia dei nostri preparati per l’induzione di resistenza (OOMISINE, FRONTIERE e BOTRISINE) nei confronti di peronospora, oidio e botrite; l’altra, inserendosi all’interno di una strategia che prevede anche l’utilizzo di prodotti di sintesi, vuole verificare la possibilità di contenere i residui di p.a. chimici sul prodotto finito (uva e mosto) attraverso l’utilizzo dei nostri induttori di resistenza nella parte finale della stagione.
In una fase successiva verranno effettuate delle  prove di microvinificazione, per sperimentare l’influsso che l’utilizzo degli induttori ha sul processo di fermentazione, con o senza l’aggiunta di solfiti e di lieviti selezionati.
Lo scopo, in quest’ultimo caso, è quello di esaltare le caratteristiche del territorio e dei suoi lieviti naturali e la possibilità di vinificare nel modo più naturale possibile come risposta ad una crescente richiesta del mercato per i vini naturali.

Il Centro per l’Educazione, la Cooperazione e l’Assistenza Tecnica (CECAT) di Castelfranco Veneto (TV) collabora con noi per il terzo anno consecutivo, per la messa appunto di tecniche di difesa su vite a basso input o senza l’uso di prodotti chimici utilizzando OOMISINE, FRONTIERE e COPTREL. Quest’anno sono stati inseriti anche prodotti per la difesa dalla Botrite: SIL-KA e BOTRISINE. Il CECAT sta svolgendo anche una prova per il miglioramento della produzione e della qualità di grano attraverso l’utilizzo di  GRAMITREL, FRONTIERE e LAST N.

L’Istituto Tecnico Agrario Trentin di Lonigo (VI) da due anni è impegnato con prove a basso impatto ambientale per la difesa della vite con OOMISINE, FRONTIERE, BOTRISINE e SIL-KA inseriti all’interno di una strategia che prevede l’utilizzo di bassi dosaggi di rame e zolfo.
Con il Centro di saggio per  la Viticoltura ed Enologia (Vit.En) di Colosso (AT) siamo al secondo anno di prove per il contrasto alla diffusione del fitoplasma agente della flavescenza dorata della vite attraverso l’uso di FRONTIERE.
Il Centro Ricerche Produzioni Vegetali (CRPV) di Bologna da due anni sta eseguendo ricerche per il controllo della peronospora su pomodoro allevato in regime biologico con OOMISINE e COPTREL e della didimella del melone con FRONTIERE.

In tutto il territorio italiano molte aziende di prestigio internazionale, hanno adottato sistemi di difesa a basso input di prodotti di sintesio a base di rame e zolfo, integrando efficacemente alle loro strategie COPTREL 500, OOMISINE e FRONTIERE, SIL-KA e BOTRISINE.
Nell’intento di ridurre i quantitativi di prodotti chimici nelle proprie uve, anche alcune cantine sociali e private come le Cantine di Valpolicella-Negrar e di Valpantena (VR) e la Cantina di Mezzacorona in Trentino, stanno portando avanti tecniche che prevedono una parziale o totale sostituzione degli agrofarmaci con FRONTIERE ed OOMISINE.

Ma non di sola vite vive l’uomo; infatti a Vercelli alcune aziende stanno provando un nuovo prodotto per il controllo del brusone del riso. Altre prove riguardano la marsonina dei Pioppi.
Campi dimostrativi e campi prova per l’ingrossamento delle drupacee e delle pomacee sono in corso a Ferrara, Bologna e Cuneo, con l’utilizzo di DECIDE, ENERGENE inseriti all’interno di programmi nutrizionali pensati ad hoc.
Dobbiamo anche segnalare prove relative al controllo dei Nematodi su varie colture con l’utilizzo di NEMASINE e NEMATEC.

Per maggiori informazioni circa i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri, potete contattarci via mail:
info@kalosgate.com
info@agrochimicasnc.it

La fioritura di vite, kiwi e olivo: come intervenire con efficacia

Prefioritura della vite
Prefioritura della vite

Per la nutrizione:

La fioritura e l’allegagione sono per le piante i momenti di massimo fabbisogno energetico, lo sforzo massimo che esse fanno nel loro ciclo vitale, con un obiettivo assoluto, uguale per tutti gli esseri viventi: la riproduzione della specie.
Nella fase di prefioritura bisogna garantire un’ottimale dotazione di elementi nutritivi essenziali per una fioritura omogenea, un’efficace allegagione ed il massimo risultato produttivo. Gli elementi fondamentali da apportare alla pianta sono quindi il Boro e lo Zinco.

Se andiamo a valutare i casi di carenza di questi due elementi sulla vite, riscontreremo danni da acinellatura, quindi la mancata crescita degli acini per difetti di fecondazione. In particolare, la carenza di Boro evidenzia l’acinellatura verde, mentre la carenza di Zinco porta ad un’acinellatura dolce.

Nel caso del kiwi, con l’obiettivo di avere frutti di buona e regolare dimensione, sarà essenziale fornire alle piante Boro e Zinco per favorire una fecondazione omogenea e la conseguente maturazione di frutti dalla forma regolare e di ottimo calibro commerciale. La fecondazione, infatti, influenza direttamente quello che poi sarà il frutto, perché il numero dei semi incide direttamente sulla dimensione del kiwi.

Nel caso dell’olivo, un ruolo di grande importanza è rivestito soprattutto dal Boro, che va ad incidere nella fase di mignolatura e nel processo di fioritura ed allegagione.

Per fornire alle piante i microelementi essenziali per la fioritura, il Centro di Competenza Kalòs vi segnala: YaraVita Bortrac150 (prodotto ammesso in agricoltura biologica, 150 g/litro di Boro etanolamina), YaraVita Zintrac700 (prodotto ammesso in agricoltura biologica, 700 g/litro di Zinco in sospensione concentrata), YaraVita Flowering (mix di nutrienti con Boro, Zinco e Magnesio), YaraVita Photrel Pro (prodotto ammesso in agricoltura biologica, mix con Boro, Manganese, Molibdeno, Magnesio e Zolfo).

Sono consigliati, inoltre, due/tre interventi con K&A Impulsive Premium a 2 l/ha, con effetto biostimolante, per ottimizzare nella pianta l’utilizzo delle sostanze di riserva, uniformare l’apertura dei fiori, garantire una efficace fecondazione e stimolare la crescita iniziale dei frutticini.

Nelle fasi successive alla fioritura ed allegagione, sarà opportuno intervenire per stabilire un corretto equilibrio vegeto-produttivo, e quindi eseguire interventi mirati per favorire l’accumulo delle sostanze prodotte dalla pianta nei frutti anziché nella vegetazione. Di quest’ultimo tema ve ne parleremo approfonditamente nel prossimo post.

Per la difesa:

La difesa delle piante dalle malattie è sempre importante, ma ancora di più a cavallo di fioritura ed allegagione, perché solo salvando i fiori poi si potranno avere i frutti.

In tutti i programmi di difesa della vite, consigliamo l’utilizzo degli Induttori Naturali di Difesa Endogena delle piante: K&A Frontiere + K&A Oomisine. Si tratta di prodotti naturali per aumentare la resistenza delle piante agli attacchi di Peronospora ed Oidio. Si utilizzano in parziale o totale sostituzione dei prodotti tradizionali, in tutte le forme di coltivazione: convenzionale, integrata, biologica e biodinamica.

Nell’actinidia interventi mirati con K&A Frontiere in miscela con YaraVita Coptrel500 hanno dimostrato un’evidente efficacia nel contenimento della batteriosi (PSA).
L’uso di Coptrel 500 nella vite e nell’olivo sostituisce il rame tradizionale, aumentando nel contempo la persistenza e soprattutto l’efficacia; anche contro la rogna dell’olivo.

Per maggiori informazioni potete contattare il nostro ufficio tecnico allo 0432 909926 oppure via mail a info@kalosgate.com