Sostenibilità e difesa del suolo, gli agricoltori in prima linea

L’articolo apparso qualche giorno fa in lingua inglese su freshfruitportal.com, a firma del Direttore della fondazione Eosta, Volkert Engelsman, riporta un punto di vista importante ed interessante; ne riportiamo i passaggi salienti a favore degli operatori italiani.

Per favore, prendetevi cura della nostra terra. Coltivatela, trasmettetecela in modo responsabile, così noi potremo fare lo stesso. Per favore, prendetevi cura della nostra terra.” Questa è stata la richiesta urgente rivolga agli agricoltori per conto dello Youth Food Movement and the world’s children, da parte del ventenne Nyakallo Makgoba alla cerimonia di chiusura della conferenza internazionale “Celebrating Soil! Celebrating Life!”, che si è svolta ad Amsterdam il 29 Giugno scorso. Con la presentazione della “Save Our Soils Amsterdam Declaration”, il giovane ha esortato i delegati, tra cui ministri, reali e dirigenti d’azienda ad agire per fermare l’erosione ed il degrado dei suoli.

La conferenza, sostenuta dalla FAO, è stata il principale evento del 2015 nell’ambito della campagna Save Our Soils, che abbiamo intrapreso qualche anno fa, scrive Engelsman, con la quale mi auguro di aver responsabilizzato molte persone. Si contano 24 miliardi di tonnellate di terreno del valore di 1.5 trilioni di euro persi all’anno, e questi numeri non sono mere statistiche. Senza suolo fertile, non c’è speranza per gli obiettivi di sicurezza alimentare a livello mondiale.

“Il suolo non è solo la metà del nostro ambiente, è il nostro futuro”, ha dichiarato Rainer Horn, presidente dell’International Union of Soil Scientists; 30 campi da calcio di terreno fertile vengono persi ogni minuto a causa di erosione e degrado, e lo sfruttamento dell’agricoltura ne è la causa principale. L’agricoltura biologica non può essere l’unica soluzione per aumentare la sostanza organica del suolo e prevenire l’erosione, ma è un metodo suffragato da numerose ricerche scientifiche.

Sostenibilità in viticoltura, un messaggio importante
Sostenibilità in viticoltura, un messaggio importante

Il messaggio principale della campagna “Save our Soils” è quindi che i consumatori possano contribuire a salvare i terreni scegliendo prodotti biologici (o sostenibili, NDR) nella loro spesa quotidiana. Vorremmo che il nostro messaggio raggiungesse i consumatori, e che questi ne prendessero coscienza, continua Engelsman. Gli agricoltori che si prendono cura della terra sono i medici del futuro. Ma i consumatori sono il “gigante addormentato”: se riempissero i loro carrelli della spesa con prodotti che sono frutto di azioni a sostegno della terra il vero cambiamento potrebbe avvenire. Ogni volta che fate la spesa, state contribuendo a creare il mondo che desiderate!

Il 2015 è un anno speciale, perché è l’Anno Internazione dei suoli indetto dalle Nazioni Unite. Un mercato che mette i suoi costi ecologici e sociali sulle teste dei figli dei nostri figli non è sostenibile nel senso più letterale del termine, conclude il presidente di Eosta. Dobbiamo combattere come “Robin Food” contro l’idea che il consumatore è un Neanderthal che è interessato solo al prezzo più basso. Il mercato alimentare corrente ha certamente un enorme ostacolo sulla via della sostenibilità: l’anonimato.

Non ci può essere sostenibilità senza la consapevolezza degli effetti dei nostri metodi di produzione alimentare. Ecco perché abbiamo iniziato alcuni anni fa la campagna Save Our Soils ed è per questo che abbiamo sviluppato nel corso gli anni il sistema di trasparenza on-line Natur& More. Abbiamo notato che i consumatori sono molto interessati a questa visione, infatti nell’agosto scorso abbiamo sviluppato il fatturato più alto di tutta la nostra 25ennale storia.”

Articolo integrale in inglese a questo link Farmers who look after soils are doctors of the future

Terreni agricoli: Il suolo, un bene prezioso da non sprecare

Terreni agricoli nel mondo
Terreni agricoli nel mondo

Un terzo dei terreni agricoli del mondo produce beni che non si utilizzano, più nello specifico ben il 28% dei terreni agricoli del mondo produce prodotti che vengono sprecati. Così informa ed avverte l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), che nel 2015 celebra l’Anno Internazionale del Suolo.
“Quali azioni possiamo intraprendere per proteggere i nostri suoli e garantire un futuro sostenibile ed anche  la sicurezza alimentare?” – si domanda questa importanza organizzazione internazionale.
Con una popolazione mondiale in crescita, l’aumento della produzione alimentare, la competenza e consapevolezza verso le risorse della terra e dell’acqua e sull’impatto dei cambiamenti climatici, i suoli sono sottoposti a fortissimi stress. Non utilizzare quasi un terzo degli alimenti prodotti nel mondo significa che le nostre risorse naturali, inclusi i suoli, sono utilizzati in forma indebita, inappropriata, sottolinea la FAO.

La diminuzione della salubrità dei suoli porta ad un aumento dell’uso di molecole di sintesi, per la difesa e per la nutrizione, che, se in eccesso, possono causare inquinamento dei terreni e, in ultima istanza, possono condurre alla perdita della biodiversità dei suoli e delle superfici coltivabili.
Come precisato sopra, si stima che il 28% della terre coltivate producano beni che non vengono utilizzati: durante i processi produttivi si sprecano circa 250.000 metri cubi d’acqua, e l’impronta di carbonio lasciata dagli alimenti prodotti e non consumati è stimata in 3,3 miliardi di tonnellate di CO2.
Con un 33% di suoli agrari ormai degradati è giunta l’ora di mettere in atto delle soluzioni, conclude la FAO.
Ogni attore, all’interno della catena alimentare, svolge un ruolo importante nella riduzione della quantità di alimenti sprecati, ricorda l’organizzazione delle nazioni Unite. I produttori possono migliorare le tecnologie di raccolta e conservazione per evitare la perdita di alimenti. I  rivenditori di alimenti possono ridurre i prezzi degli ortaggi, apparentemente imperfetti, o donarli, se commestibili, a chi ne ha bisogno. Per ultimo, i responsabili della politica possono migliorare la capacità dei produttori, commercianti e consumatori per frenare lo spreco di alimenti.

Nello stesso tempo, risulta cruciale un cambiamento nei processi di post-raccolta, la revisione delle norme sulle date di scadenza e il lancio di campagne di sensibilizzazione. La riduzione delle discariche, incoraggiando la trasformazione dei residui alimentari idonei in compost e in biogas, è altrettanto fondamentale per migliorare la gestione dei suoli.
Il compostaggio (processo naturale di trasformazione della materia organica con microrganismi in condizioni controllate), di fatto, assume una delle forme più naturali che esistono per apportare validi nutrienti al suolo (azoto, fosforo e potassio) migliorando, nel contempo, la fertilità e aumentando la resistenza dei terreni agli stress come la siccità.

Fonte Agronotizie FAO