K&A FRONTIERE 2.0: la difesa naturale che arriva dal mare

flacone frontiere 2.0 da 5LK&A Frontiere 2.0 è un estratto puro di lievito contenente alghe brune. Il processo produttivo prevede la raccolta delle alghe sulle coste islandesi, il trasferimento nello stabilimento di Cork in Irlanda, lavaggio e selezione, macinatura, estrazione in soluzione acida, concentrazione a bassa temperatura ed il confezionamento senza l’aggiunta di alcuna sostanza, il prodotto è pertanto totalmente naturale. La sua composizione ricca di bioattivatori naturali consente di attivare nelle piante gli innati sistemi di difesa, stimolando la resistenza contro gli attacchi di funghi e batteri.

 

 

Schema della parete cellulare di un fungo

Il fucoidano, i florotannini ed il mannitolo, sono solo alcuni dei fattori di successo nell’induzione naturale dei sistemi di difesa endogeni nelle piante. I componenti attivi di K&A Frontiere 2.0 infatti, simulano l’attacco di un patogeno fungino o batterico, perché hanno la stessa struttura chimica di questi ultimi. Per esempio le catene polimeriche lineari o elicoidali di β-1,3-glucani e β-1,6-glucani, sono molecole che si trovano sia nelle alghe brune che nella parete cellulare di molti funghi.

 La rottura di queste molecole complesse da parte di enzimi presenti costitutivamente nelle piante, porta alla formazione degli stessi oligosaccaridi che si formano in seguito alla rottura della parete cellulare dei funghi patogeni al momento del loro ingresso all’interno della cellula vegetale.

In presenza del patogeno, queste sostanze danno origine ad una cascata di eventi che conduce all’identificazione del patogeno stesso ed alla sintesi delle sostanze che ne bloccano lo sviluppo.

In assenza del patogeno, assistiamo alla metabolizzazione di questi oligosaccaridi.

 

K&A Frontiere 2.0 è quindi in grado di stimolare le piante, anticipatamente rispetto ad un infezione vera e propria, a sintetizzare le sostanze che concorrono alla loro difesa: aumento dello spessore della parete cellulare attraverso la sintesi di callosio, produzione di sostanze tossiche per il patogeno, precursori della lignina, specie reattive dell’ossigeno (ROS) o altre sostanze fenoliche, sintesi di proteine specifiche per la difesa cioè le PRproteine e se è necessario morte cellulare programmata.

Tutto questo significa induzione della SAR (resistenza sistemica acquisita).

All’interno della stessa specie, le CV di piante tolleranti ad una determinata malattia differiscono da quelle suscettibili, per la durata dell’intervallo temporale che intercorre tra la penetrazione del patogeno e la messa in atto dei sistemi innati di difesa. Questo fatto testimonia come, oltre che per la nutrizione, anche per l’induzione di difesa, è il tempo il fattore determinante.

Ancora una volta, fare le cose giuste al momento giusto risulta essere la chiave del successo.

K&A Frontiere 2.0 è un eccellente induttore di difesa utilizzabile da solo o in miscela su tutte le colture, in ogni fase di sviuppo delle piante ed in ogni tipo di coltivazione, naturale, biologica ed integrata.

Permette di ridurre il numero totale di interventi con fungicidi e di conseguenza l’ammontare di residui sul prodotto finale.

Per una agricoltura che mette al centro dell’attenzione il rispetto dell’ambiente, la salute delle persone e la salubrità degli alimenti.

Per visualizzare tutte le prove e per saperne di più:

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K&A EVIDENCE: un’efficace strategia di difesa contro tutte le forme di Oidio

Le ultime due annate, 2014 e 2015, si sono caratterizzate per una climatologia complicata che ha messo a dura prova la coltivazione di molte colture da reddito del nostro paese. Non solo in Italia, ma anche nel resto dell’Europa, si sono verificati diversi eventi estremi riconducibili sempre più al “Global Warming Effect”.

Parlando di  viticoltura sappiamo che in molte regioni Italiane l’effetto del clima ha complicato la conduzione agronomica e in fattispecie la fitoiatria.  Ricordiamo per un attimo il 2014 con tanta piovosità e poca luminosità soprattutto estiva  e pensiamo al 2015 con le temperature estreme di giugno, luglio e agosto e la scarsa piovosità di tutto il periodo. Oltretutto, il  fine ciclo si è svolto in condizioni di totale assenza di precipitazioni e temperature alte fino a dicembre.

Osservando il breve periodo, l’inverno 2015-2016 si è fin’ora caratterizzato per temperature con valori  ben al di sopra delle medie storiche, pochissimi giorni di gelo,  massime spesso oltre i dieci gradi centigradi e scarsa piovosità. Queste caratteristiche climatiche facilmente determineranno un riposo vegetativo della vite squilibrato  e una probabile insoddisfacente disattivazione “invernale” di molti organismi dannosi che attaccano il vigneto nel periodo vegeto produttivo.

K&A EVIDENCE è il nuovo elicitore che K&A ha sviluppato per rafforzare le difese naturali delle piante nei confronti dell’oidio. Le applicazioni effettuate nei vigneti, hanno rivelato che K&A EVIDENCE funziona in maniera “evidente” soprattutto in condizioni di anticipo della malattia. L’esperienza di campo è stata determinante per apprezzare come il prodotto possa eradicare il micelio,  sia negli stadi iniziali dello suo sviluppo, quando il sintomo non è facilmente visibile, sia in presenza di infezioni conclamate.  La  prevenzione delle infezioni e dei focolai è  comunque alla base di un corretto posizionamento tecnico di K&A EVIDENCE.

Nel 2014, quando la primavera si è svolta in condizioni di temperature fresche e sbalzi temici ricorrenti, le prime avvisaglie (la forma visibile sporulante) in molti casi si è notata dopo la fioritura, oltre  la metà di giugno. Le applicazioni di K&A EVIDENCE sono iniziate in concomitanza  con la fase fenologica di maggior rischio, cioè l’ allegagione,  inserendo il prodotto  in strategie integrate. L’oidio ha espresso una importante virulenza per un periodo abbastanza lungo, favorito da temperature ottimali, vegetazione ricca di acqua e ventilazione continua. I trattamenti effettuati dalla sfioritura in poi hanno contenuto la malattia evitando sovrapposizioni di infezioni e propagazioni dei focolai nei vigneti. Le aziende hanno  effettuato almeno 4-5 trattamenti con K&A EVIDENCE,  integrati ad agrofarmaci o in alternanza con questi,  ottenendo un ottimo controllo del fungo.

Spostandoci poi nel 2015 le aziende hanno effettuato una o due applicazioni precoci di K&A EVIDENCE nelle fasi fenologiche di germogliamento-grappoli visibili. Come ben sappiamo gran parte della gravità dell’infezione oidica dipende dalla quantità di inoculo svernante. Con questi trattamenti iniziali i viticoltori hanno abbassato notevolmente la carica di micelio presente sotto perula delle gemme, ma il grande successo di K&A EVIDENCE nel 2015 si è notato nel controllo  delle successive infezioni. La primavera mite, poco piovosa e il maggio caldo anche di notte, hanno favorito l’insorgenza precoce delle infezioni primarie derivanti dalla germinazione dei corpi fruttiferi. K&A EVIDENCE è stato posizionato già prima della fioritura anticipando la propagazione e la completa maturazione delle ascopore. Le condizioni climatiche di giugno e luglio sono state di alta pressione per il fungo, ma con i trattamenti successivi il controllo dell’oidio è stato totale.

K&A EVIDENCE è l’elicitore  perfetto per attuare una moderna strategia di  lotta integrata, contro tutte le forme di oidio.  

K&A EVIDENCE posizionamento tecnico:

  • Uno o due trattamenti alla dose di 5 g/ l, con un dosaggio minimo per ettaro di 2 kg, nelle fasi fenologiche di rottura gemme- grappoli visibili.
  • Da pre fioriutura-fioritura, alla dose di 5 g/ l, con un dosaggio minimo per ettaro di 2 kg, ogni 7-10 giorni.

 

LUGLIO 2015

TRATTATO CON K&A EVIDENCE
TRATTATO CON K&A EVIDENCE
TRATTATO CON ZOLFO
TRATTATO CON ZOLFO

Andrea Manetti, TAM Kalòs Toscana, Umbria e Marche

Efficace e Visibile: K&A EVIDENCE

La richiesta da parte del mercato di prodotti a basso impatto, rispettosi della salute umana e dell’ambiente e caratterizzati da una residualità tendente a zero, sta orientando sempre di più la ricerca scientifica ad approfondire lo studio del sistema immunitario vegetale, ma soprattutto di quelle sostanze “naturali” che siano in grado di attivarlo.

Da sempre le piante sono esposte all’attacco di un vasto numero di microrganismi, ma solo pochi di essi riescono in definitiva ed eludere un efficiente sistema di sorveglianza basale, costituito dalle barriere “innate” dell’ospite, in grado di limitare la penetrazione attiva o passiva dei patogeni. Meccanismi di difesa che prevedono l’ispessimento dei tessuti cuticolari o il rilascio di sostanze antimicrobiche che seguono il principio del “prevenire è meglio che curare”, ma che non sempre viene attivato in tempo.

Resistenza

Ecco perché, soprattutto nel caso in cui ospite e patogeno non abbiano avuto la possibilità di adattarsi ed evolvere nello stesso ambiente naturale, nella maggior parte delle piante coltivate la malattia si instaura: il nemico ha semplicemente gli strumenti giusti per sabotare le sentinelle immunitarie!

 

Gli induttori di difesa non sono altro che sostanze in grado di pre-attivare il sistema immunitario vegetale, garantendo una reazione tempestiva della pianta nel momento in cui l’interazione con il patogeno si verifica realmente. Queste sostanze possono essere di natura vegetale (estratti di alghe o di piante) oppure di derivazione microbica (estratti batterici o fungini).

 

Con una solida base scientifica e i numerosi successi ottenuti in campo, K&A EVIDENCE è un fortificante delle difese unico nella sua categoria, in grado di contenere efficacemente gli attacchi di Oidio agendo su due fronti: un’azione diretta sul micelio fungino e un’azione indiretta, mediante l’attivazione di reazioni immunitarie localizzate e sistemiche (SAR).

 

K&A EVIDENCE è infatti un lisato batterico, ottenuto mediante fermentazioni controllate in laboratorio; questo garantisce che negli estratti siano presenti alcune proteine (iturine, fengicine, surfactine) in grado di ostacolare attivamente lo sviluppo delle ife fungine. I prodotti di degradazione del micelio sono invece dei potenti induttori immunitari per le cellule vegetali che circondano il punto di penetrazione patogeno.

 

La sua natura consente di poterlo inserire nei programmi di difesa biologica o integrata, sia a livello preventivo, soprattutto nelle prime fasi di sviluppo del fungo  quando le ife sono presenti, sebbene invisibili; sia in presenza della malattia, su foglie o frutti. La formulazione polverulenta garantisce una solubilità immediata e un ampia miscibilità, con zolfo o con altri prodotti fitosanitari, non trattandosi di microrganismi attivi, ma di proteine microbiche attivate.

 

K&A EVIDENCE si è dimostrato efficace nel contenere l’oidio nei diversi comparti agricoli, sia nel caso di colture orticole (zucchino, fragola, peperone), che frutticole (melo, vite…). Una soluzione trasversale che integrata alla difesa “tradizionale” consente di contenere la malattia, senza che il suo utilizzo possa determinare l’insorgenza di eventuali ceppi resistenti.

 

evidence sacco

Insomma, una soluzione innovativa che sfrutta dei meccanismi di difesa ancestrali.

 

A cura della Dr.ssa Karen Casagrande, responsabile tecnico Kalòs Treviso, Belluno e Venezia.

 

Riduzione dell’utilizzo di agrofarmaci: cosa dicono in Europa?

Sod seeding: soil conservation and water regulation (photo by Marco Iannacone)
Sod seeding: soil conservation and water regulation (photo by Marco Iannacone)

In buona parte dell’Europa la riduzione dell’utilizzo degli agrofarmaci non è solo un obbligo etico, ma anche legislativo.
Un’informativa sull’utilizzo di fitofarmaci in Spagna, elaborata dalla Fondazione Vivo Sano e dal Fondo per la Difesa della Salute Ambientale (Fodesam), propone una significativa riduzione dell’uso di fitosanitari.
I due enti (…) suggeriscono che la Spagna si ponga l’obiettivo di ridurre del 30% l’uso di agrofarmaci da qui al 2020, diminuendo così i rischi per la salute umana e per l’ambiente in cui questi vengono utilizzati.

La Direttiva sull’Uso Sostenibile dei Fitosanitari, promulgata dall’ UE nel 2009, obbligherebbe gli Stati membri ad adottare mezzi per razionalizzare l’uso di agrofarmaci.
Alcuni governi,  come quello danese e francese, hanno deciso di fissare a livello legislativo un obiettivo di riduzione dell’uso dei fitosanitari; altri stati, per esempio la Spagna, hanno optato per la promozione di mezzi per un corretto utilizzo di questi prodotti , senza però fissare degli obiettivi di carattere quantitativo.

Nel caso francese, il piano Ecophyto si propone una riduzione del 50% dei fitofarmaci entro il 2018, inoltre in Francia, dal 2020 sarà proibito il loro utilizzo all’interno dei parchi pubblici e dal 2022 anche nei giardini privati.

La Fondazione Vivo Sano ed il Fondo per la Difesa della Salute Ambientale auspicano che il governo spagnolo adotti mezzi simili a quelli francesi. Ambedue le istituzione pretendono che l’uso di agrofarmaci sia ridotto in Spagna del 30% entro il 2020, intendendo puntare in questo modo verso un’agricoltura più ecologica e verso pratiche alternative all’uso dei suddetti prodotti.

I due enti considerano che così facendo si ridurranno i problemi legati alla contaminazione delle acque destinate al consumo umano e/o alla presenza di residui sulla frutta e sugli ortaggi. Secondo i dati esposti nell’informativa, il 66% degli spagnoli infatti, si mostra preoccupato per la presenza di residui negli alimenti (Eurobarometro 2010). L’eliminazione degli agrofarmaci con effetti sul sistema endocrino (triazoli, imidazoli, ecc.), che cioè potenzialmente possono influire negativamente sul sistema ormonale umano, è une delle questioni prioritarie.

Le proposte raccolte nell’informativa sugli agrofarmaci in Spagna includono in particolare tasse che penalizzino la produzione e la commercializzazione di fitofarmaci e la formazione degli agricoltori per una gestione della difesa dai patogeni con metodi naturali. Su questa ultima linea, il Regio Decreto 1311/2012, promulgato dal Ministero dell’Agricoltura spagnolo già obbliga tutti gli agricoltori a gestire in modo  integrato le proprie colture: privilegiando metodi di controllo biologico, pratiche agronomiche a basso impatto sull’ambiente e sull’uomo e prevedendo l’uso di prodotti naturali per il controllo delle malattie.
In Andalusia, il governo autonomo ha già annunciato che a breve diventerà obbligatorio il controllo biologico delle malattie nelle serre.

Testo e notizie liberamente tratte da: www.agroquimica.es
A cura dell’Ufficio Tecnico Kalos Agricoltura – Dr.Ferruccio Bergamasco, per info: info@kalosgate.com