Sod seeding: soil conservation and water regulation (photo by Marco Iannacone)

Sod seeding: soil conservation and water regulation (photo by Marco Iannacone)

In buona parte dell’Europa la riduzione dell’utilizzo degli agrofarmaci non è solo un obbligo etico, ma anche legislativo.
Un’informativa sull’utilizzo di fitofarmaci in Spagna, elaborata dalla Fondazione Vivo Sano e dal Fondo per la Difesa della Salute Ambientale (Fodesam), propone una significativa riduzione dell’uso di fitosanitari.
I due enti (…) suggeriscono che la Spagna si ponga l’obiettivo di ridurre del 30% l’uso di agrofarmaci da qui al 2020, diminuendo così i rischi per la salute umana e per l’ambiente in cui questi vengono utilizzati.

La Direttiva sull’Uso Sostenibile dei Fitosanitari, promulgata dall’ UE nel 2009, obbligherebbe gli Stati membri ad adottare mezzi per razionalizzare l’uso di agrofarmaci.
Alcuni governi,  come quello danese e francese, hanno deciso di fissare a livello legislativo un obiettivo di riduzione dell’uso dei fitosanitari; altri stati, per esempio la Spagna, hanno optato per la promozione di mezzi per un corretto utilizzo di questi prodotti , senza però fissare degli obiettivi di carattere quantitativo.

Nel caso francese, il piano Ecophyto si propone una riduzione del 50% dei fitofarmaci entro il 2018, inoltre in Francia, dal 2020 sarà proibito il loro utilizzo all’interno dei parchi pubblici e dal 2022 anche nei giardini privati.

La Fondazione Vivo Sano ed il Fondo per la Difesa della Salute Ambientale auspicano che il governo spagnolo adotti mezzi simili a quelli francesi. Ambedue le istituzione pretendono che l’uso di agrofarmaci sia ridotto in Spagna del 30% entro il 2020, intendendo puntare in questo modo verso un’agricoltura più ecologica e verso pratiche alternative all’uso dei suddetti prodotti.

I due enti considerano che così facendo si ridurranno i problemi legati alla contaminazione delle acque destinate al consumo umano e/o alla presenza di residui sulla frutta e sugli ortaggi. Secondo i dati esposti nell’informativa, il 66% degli spagnoli infatti, si mostra preoccupato per la presenza di residui negli alimenti (Eurobarometro 2010). L’eliminazione degli agrofarmaci con effetti sul sistema endocrino (triazoli, imidazoli, ecc.), che cioè potenzialmente possono influire negativamente sul sistema ormonale umano, è une delle questioni prioritarie.

Le proposte raccolte nell’informativa sugli agrofarmaci in Spagna includono in particolare tasse che penalizzino la produzione e la commercializzazione di fitofarmaci e la formazione degli agricoltori per una gestione della difesa dai patogeni con metodi naturali. Su questa ultima linea, il Regio Decreto 1311/2012, promulgato dal Ministero dell’Agricoltura spagnolo già obbliga tutti gli agricoltori a gestire in modo  integrato le proprie colture: privilegiando metodi di controllo biologico, pratiche agronomiche a basso impatto sull’ambiente e sull’uomo e prevedendo l’uso di prodotti naturali per il controllo delle malattie.
In Andalusia, il governo autonomo ha già annunciato che a breve diventerà obbligatorio il controllo biologico delle malattie nelle serre.

Testo e notizie liberamente tratte da: www.agroquimica.es
A cura dell’Ufficio Tecnico Kalos Agricoltura – Dr.Ferruccio Bergamasco, per info: info@kalosgate.com

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