Mondo Merlot in Trentino, un vino da podio

Mondo Merlot 2014
Mondo Merlot 2014

Dal 24 al 26 Ottobre si svolgerà la 14° edizione di Mondo Merlot ad Aldeno (TN) in Trentino: l’evento è il punto di riferimento in Italia per chi produce questo vino e si occupa di questo vitigno a bacca rossa.

E sono già stati pubblicati i vincitori del 12° Concorso Nazionale Merlot d’Italia:
Categoria DOC/DOCG – annate 2013/2012
1. Azienda CAVIT – Trento (TN) – Trentino DOC Merlot “Bottega Vinai” 2012
2° Azienda Agricola La Cura – Massa Marittima (GR) – Maremma Toscana DOC Merlot 2012
3° Cantina Sociale Mori – Colli Zugna – Mori (TN) – Trentino DOC Merlot “Vini del Gelso” 2012
Categoria DOC/DOCG – annate precedenti
1. Cantina Aldeno – Aldeno (TN) – Trentino DOC Merlot “Riserva” 2010 – MIGLIOR MERLOT TRENTINO
2° Gualdo del Re – Suvereto (LI) – Val di Cornia Suvereto DOC Merlot “I’Rennero” 2010
3° San Simone di Brisotto – Porcia (PN) – Friuli Grave DOC Merlot Riserva “Evante” 2011
Categoria – IGT – annate 2013/2012
1. Azienda Cescon Italo Storia e Vini – Roncadelle di Ormelle (TV) – Veneto IGT Merlot “Chieto” 2012 – MIGLIOR MERLOT NAZIONALE
2° Azienda Agricola Nardin Walter – Roncadelle di Ormelle (TV) – Delle Venezie IGT Merlot “Rosso del Nane – La Zerbaia” 2012
3° Tenuta Maddalena -Volta Mantovana (MN) – Alto Mincio IGT Merlot “Monte Cervo” 2012
Categoria IGT – annate precedenti
1. Rocca di Castagnoli – Gaiole in Chianti (SI) – Toscana IGT Merlot “Le Pratola” 2009
2° Tenuta La Parrina – Albinia di Orbetello (GR) – Maremma Toscana IGT Merlot “Radaia” 2007
3° Tenuta Vicchiomaggio – Greve in Chianti (FI) – Toscana IGT Merlot “Castello Vicchiomaggio FSM” 2011

Il Merlot è il secondo vino al mondo dopo il Cabernet Sauvignon, per ampiezza di ettari vitati, stando a quanto afferma una ricerca internazionale condotta dalla Grape and Wine Research Development Corporation su dati relativi al 2010. In Italia è quarto per numero di ettari ed è molto diffuso lungo tutta la Penisola, dal Nord Est alla Sicilia.

Come emerge da una ricerca dell’Istituto di coltivazioni arboree dell’Università degli studi di Milano: “Il Merlot per poter esprimere il suo potenziale qualitativo, esige più di altre varietà una maggiore attenzione alle caratteristiche del suolo. I vini di equilibrio e carattere sono prodotti, in Francia come in Italia, su terreni argillosi che 1) permettano un buon rapporto tra produzione e area fogliare, riducendo l’allegagione da un lato e il vigore vegetativo dall’altro; 2) favoriscano le dimensioni ridotte delle bacche per il basso numero di vinaccioli, in modo da migliorare il rapporto tra superficie della bacca e il suo volume; 3) rallentino nei climi più caldi la naturale tendenza alla precocità di maturazione e 4) riducano i rischi della siccità alla quale il vitigno è particolarmente sensibile.”

Si tratta, in sostanza, di un vitigno dalle grandi potenzialità, che va gestito molto bene soprattutto dal punto di vista agronomico; il terroir infatti è una delle componenti fondamentali perché si esprima al meglio, così come lo è lo sviluppo sano ed equilibrato dei grappoli. In particolare, i prodotti e le tecniche che ottimizzano la gestione della nutrizione e potenziano le difese naturali della vite, portano benefici anche dal punto di vista metabolico generale; aumentando ad esempio, la concentrazione dei composti fenolici nelle bacche e nei vinaccioli che conferiscono un sapore più intenso e complesso al vino.

A Mondo Merlot saranno in mostra Merlot nazionali, top Merlot come il Masseto, internazionali e bordolesi trentini. La Mostra dei Merlot d’Italia al Teatro di Aldeno si terrà nelle giornate di venerdì 24 (19.00-22.30), sabato 25 (15-22.30) e domenica 26 ottobre (10.30-20.00) sarà preceduta dal12° concorso nazionale Merlot d’Italia, che si svolgerà due settimane prima e che proclamerà i migliori Merlot italiani nelle varie categorie. Qui il programma completo dell’evento: www.mondomerlot.it

Noi di Kalos saremo presenti alla manifestazione in veste di sponsor, per dare il nostro supporto tecnico alla viticoltura italiana nell’ambito della ricerca di prodotti nuovi e nell’applicazione di tecniche innovative, per la nutrizione e la fortificazione delle difese naturali della vite e delle piante.
Per maggiori informazioni: Kalòs tel. +39 0432 909926 – info@kalosgate.com

Kalos sponsor di Mondo Merlot 2014
Kalos sponsor di Mondo Merlot 2014

 

Focus sul Fosforo, fondamentale per la pianta

Il fosforo è uno dei 17 nutrienti essenziali per la crescita delle piante (assieme a N, K, Ca, Mg, S, B, Mo, Cu, Fe, Mn, Zn, Cl, Ni, Co, See, Si); le sue funzioni non possono essere sostituite da nessun altro elemento.
Il fosforo è fondamentale per la crescita e si trova in tutte le cellule viventi delle piante. Il fosforo costituisce in media lo 0,2% (tra 0,1 e 0,5) del peso secco delle piante.

Radici a confronto: l'apparato radicale si sviluppa grazie al Fosforo
Radici a confronto: l’apparato radicale si sviluppa grazie al Fosforo

 

Negli organi delle piante la concentrazione del fosforo varia con l’età e in base alle funzioni dei rispettivi tessuti:
•    Nei tessuti vegetativi la concentrazione è alta nelle fasi iniziali di sviluppo (tessuti giovani e in formazione, gemme) per poi diminuire con l’invecchiamento;
•    Nei tessuti riproduttivi si accumula inizialmente negli ovari , poi, dopo la fecondazione e la moltiplicazione cellulare dei semi e dei frutti, è immagazzinato nei germinelli dei semi;
•    Nei tessuti radicali il fosforo si accumula in funzione della sua disponibilità nel terreno; poi viene traslocato ai vari organi in base alla necessità della pianta. La concentrazione nei tessuti radicali può variare moltissimo in base alle possibilità della pianta di sostituire il fosforo traslocato agli apici con nuovo fosforo assorbito dalle radici.

 

Il fosforo è coinvolto nella maggior parte delle funzioni chiave della vita delle piante tra le quali:
•    Trasferimento dell’energia nella cellula e tra le cellule
•    Fotosintesi clorofilliana
•    Metabolismo degli zuccheri e dell’amido
•    Trasporto delle sostanze nutritive e dei nutrienti nelle piante
•    Accumulo delle sostanze di riserva nei vacuoli
•    Processi di moltiplicazione e divisione cellulare
•    Difesa verso i patogeni
•    Trasferimento delle caratteristiche genetiche alle generazioni successive

Per questa ragione, il fosforo è parte integrante della struttura di molte molecole vitali:
•    Acidi nucleici (DNA e RNA)
•    Fosfolipidi (membrane cellulari e degli organelli delle cellule)
•    Fosfoesteri (necessari alle reazioni metaboliche che usano o liberano energia)
•    Fosfo-proteine che attraverso processi di fosforilazione/de fosforilazione producono una serie di segnali adattando le espressioni geniche ai cicli fisiologici e alle variazioni ambientali in cui la cellula (o la pianta) viene a trovarsi.

Distribuzione del Fosforo in percentuale
Distribuzione del Fosforo in percentuale

La carenza di fosforo determina nelle piante un accrescimento stentato e le foglie mostrano un normale colore verde scuro. Gli zuccheri prodotti dalle piante si accumulano nel citoplasma e causano la formazione di antociani producendo il classico colore rosso-violaceo, classico sintomo di carenza di fosforo.
Le radici primarie riducono il loro accrescimento e la pianta tende a produrre radici secondarie e fascicolate.
I frutti e i semi hanno un accrescimento ridotto. I semi spesso sono sterili.

Benché il fosforo sia, tra i macro e meso elementi, quello utilizzato in minore quantità dalle piante, esso rappresenta, dopo l’azoto, il principale fattore limitante delle produzioni agricole nel mondo, confermando quanto dice Liebig (e prima di lui Sprengel) nella sua legge del minimo (la crescita della pianta è controllata non dall’ammontare totale delle risorse naturali disponibili, ma dalla disponibilità di quella più scarsa).

Articolo di Ferruccio Bergamasco
Centro di Competenza Kalos

Continua: nel prossimo articolo parleremo del tema “il fosforo nel terreno”

YaraVita KombiPhos “Energy Drink”  Il prodotto universale energetico e rinverdente

  • Effetto starter, contrasta i danni da freddo, elimina la fitotossicità degli erbicidi, rapido sviluppo dell’apparato radicale, rapido sviluppo dei germogli
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  • Assorbimento rapido, effetto immediato = EFFICACE
  • MISCIBILE: acidifica le soluzioni e migliora l’attività degli agrofarmaci

Riduzione dell’utilizzo di agrofarmaci: cosa dicono in Europa?

Sod seeding: soil conservation and water regulation (photo by Marco Iannacone)
Sod seeding: soil conservation and water regulation (photo by Marco Iannacone)

In buona parte dell’Europa la riduzione dell’utilizzo degli agrofarmaci non è solo un obbligo etico, ma anche legislativo.
Un’informativa sull’utilizzo di fitofarmaci in Spagna, elaborata dalla Fondazione Vivo Sano e dal Fondo per la Difesa della Salute Ambientale (Fodesam), propone una significativa riduzione dell’uso di fitosanitari.
I due enti (…) suggeriscono che la Spagna si ponga l’obiettivo di ridurre del 30% l’uso di agrofarmaci da qui al 2020, diminuendo così i rischi per la salute umana e per l’ambiente in cui questi vengono utilizzati.

La Direttiva sull’Uso Sostenibile dei Fitosanitari, promulgata dall’ UE nel 2009, obbligherebbe gli Stati membri ad adottare mezzi per razionalizzare l’uso di agrofarmaci.
Alcuni governi,  come quello danese e francese, hanno deciso di fissare a livello legislativo un obiettivo di riduzione dell’uso dei fitosanitari; altri stati, per esempio la Spagna, hanno optato per la promozione di mezzi per un corretto utilizzo di questi prodotti , senza però fissare degli obiettivi di carattere quantitativo.

Nel caso francese, il piano Ecophyto si propone una riduzione del 50% dei fitofarmaci entro il 2018, inoltre in Francia, dal 2020 sarà proibito il loro utilizzo all’interno dei parchi pubblici e dal 2022 anche nei giardini privati.

La Fondazione Vivo Sano ed il Fondo per la Difesa della Salute Ambientale auspicano che il governo spagnolo adotti mezzi simili a quelli francesi. Ambedue le istituzione pretendono che l’uso di agrofarmaci sia ridotto in Spagna del 30% entro il 2020, intendendo puntare in questo modo verso un’agricoltura più ecologica e verso pratiche alternative all’uso dei suddetti prodotti.

I due enti considerano che così facendo si ridurranno i problemi legati alla contaminazione delle acque destinate al consumo umano e/o alla presenza di residui sulla frutta e sugli ortaggi. Secondo i dati esposti nell’informativa, il 66% degli spagnoli infatti, si mostra preoccupato per la presenza di residui negli alimenti (Eurobarometro 2010). L’eliminazione degli agrofarmaci con effetti sul sistema endocrino (triazoli, imidazoli, ecc.), che cioè potenzialmente possono influire negativamente sul sistema ormonale umano, è une delle questioni prioritarie.

Le proposte raccolte nell’informativa sugli agrofarmaci in Spagna includono in particolare tasse che penalizzino la produzione e la commercializzazione di fitofarmaci e la formazione degli agricoltori per una gestione della difesa dai patogeni con metodi naturali. Su questa ultima linea, il Regio Decreto 1311/2012, promulgato dal Ministero dell’Agricoltura spagnolo già obbliga tutti gli agricoltori a gestire in modo  integrato le proprie colture: privilegiando metodi di controllo biologico, pratiche agronomiche a basso impatto sull’ambiente e sull’uomo e prevedendo l’uso di prodotti naturali per il controllo delle malattie.
In Andalusia, il governo autonomo ha già annunciato che a breve diventerà obbligatorio il controllo biologico delle malattie nelle serre.

Testo e notizie liberamente tratte da: www.agroquimica.es
A cura dell’Ufficio Tecnico Kalos Agricoltura – Dr.Ferruccio Bergamasco, per info: info@kalosgate.com

Kalòs per la ricerca ed innovazione in agricoltura, facciamo il punto

Mappa delle attività di ricerca di Kalòs
Mappa delle attività di ricerca di Kalòs

Anche quest’anno Kalòs Agricoltura ha “messo in campo” numerosi lavori di ricerca, studio e sperimentazione sia di affermati che nuovi prodotti. Le prove riguardano sia l’attivazione dei sistemi endogeni di difesa che la nutrizione delle piante, valutando i risvolti che possono avere sulla qualità commerciale, organolettica, gustativa e sulla salubrità delle produzioni.

Il lavoro più corposo concerne l’attivazione delle difese endogene, nel quale hanno collaborato con noi diversi enti pubblici quali Università e Centri di Ricerca. Facciamo sul punto sulle ricerche attualmente in atto (e non sono poche!) e sugli enti con i quali portiamo avanti importanti tasselli per l’innovazione in agricoltura.

Università di Firenze:
•    Terzo anno di prove per la difesa del vigneto rispetto alle principali crittogame, in particolare oidio, peronospora e black-rot. Oltre ai prodotti già sperimentati durante le precedenti annate: FRONTIERE, OOMISINE e COPTREL, quest’anno è stato introdotto un nuovo preparato funzionale all’attivazione della resistenza specifica nei confronti dell’oidio. I risultati ottenuti hanno portato alla stesura di una tesi di laurea.
•    Continuano per il secondo anno, in collaborazione con il CNR di Bologna, i lavori su mal dell’esca con l’impiego di FRONTIERE e COPTREL. I primi risultati sono molto confortanti.

Università di Udine:
•    Con il supporto del Consorzio di Tutela dei Colli Orientali del Friuli e Ramandolo, continua, per il terzo anno, la sperimentazione su vite nei confronti di peronospora, oidio e botrite con FRONTIERE, OOMISINE, COPTREL, BOTRISINE e SIL-KA.Sono già state discusse due tesi di laurea.
•    In collaborazione con l’Ente Regionale per lo Sviluppo Agricolo (ERSA) ed il Servizio Fitosanitario del Veneto, da due anni si opera per contrastare la batteriosi o PSA del Kiwi. In questo caso i prodotti utilizzati sono COPTREL, BACTERSINE e FRONTIERE. Benché la soluzione al problema sia ancora lontana, i risultati ottenuti sono incoraggianti. Si lavora in particolare sul miglioramento della tempistica di intervento.

Università di Torino:
•    Attraverso la società Agrinnova, abbiamo iniziato quest’anno un lavoro per il contenimento dei funghi tellurici, in particolare la fusariosi. In questa occasione è stato testato un prodotto nuovo in combinazione con FRONTIERE. I risultati provvisori indicano un’efficacia simile a quella degli agrofarmaci di sintesi.
•    Programmata una ricerca sulla botrite della lattuga che inizierà quest’ autunno; saranno testati BOTRISINE, FRONTIERE e SIL-KA.

Tra gli organismi non universitari, si segnalano alcuni lavori molto interessanti.
Presso l’Agenzia per la Sperimentazione Tecnologica e la Ricerca Agroambientale (ASTRA) di Faenza (RA) stiamo portando avanti, per il secondo anno, 2  prove su vite.
La prima ha lo scopo testare l’efficacia dei nostri preparati per l’induzione di resistenza (OOMISINE, FRONTIERE e BOTRISINE) nei confronti di peronospora, oidio e botrite; l’altra, inserendosi all’interno di una strategia che prevede anche l’utilizzo di prodotti di sintesi, vuole verificare la possibilità di contenere i residui di p.a. chimici sul prodotto finito (uva e mosto) attraverso l’utilizzo dei nostri induttori di resistenza nella parte finale della stagione.
In una fase successiva verranno effettuate delle  prove di microvinificazione, per sperimentare l’influsso che l’utilizzo degli induttori ha sul processo di fermentazione, con o senza l’aggiunta di solfiti e di lieviti selezionati.
Lo scopo, in quest’ultimo caso, è quello di esaltare le caratteristiche del territorio e dei suoi lieviti naturali e la possibilità di vinificare nel modo più naturale possibile come risposta ad una crescente richiesta del mercato per i vini naturali.

Il Centro per l’Educazione, la Cooperazione e l’Assistenza Tecnica (CECAT) di Castelfranco Veneto (TV) collabora con noi per il terzo anno consecutivo, per la messa appunto di tecniche di difesa su vite a basso input o senza l’uso di prodotti chimici utilizzando OOMISINE, FRONTIERE e COPTREL. Quest’anno sono stati inseriti anche prodotti per la difesa dalla Botrite: SIL-KA e BOTRISINE. Il CECAT sta svolgendo anche una prova per il miglioramento della produzione e della qualità di grano attraverso l’utilizzo di  GRAMITREL, FRONTIERE e LAST N.

L’Istituto Tecnico Agrario Trentin di Lonigo (VI) da due anni è impegnato con prove a basso impatto ambientale per la difesa della vite con OOMISINE, FRONTIERE, BOTRISINE e SIL-KA inseriti all’interno di una strategia che prevede l’utilizzo di bassi dosaggi di rame e zolfo.
Con il Centro di saggio per  la Viticoltura ed Enologia (Vit.En) di Colosso (AT) siamo al secondo anno di prove per il contrasto alla diffusione del fitoplasma agente della flavescenza dorata della vite attraverso l’uso di FRONTIERE.
Il Centro Ricerche Produzioni Vegetali (CRPV) di Bologna da due anni sta eseguendo ricerche per il controllo della peronospora su pomodoro allevato in regime biologico con OOMISINE e COPTREL e della didimella del melone con FRONTIERE.

In tutto il territorio italiano molte aziende di prestigio internazionale, hanno adottato sistemi di difesa a basso input di prodotti di sintesio a base di rame e zolfo, integrando efficacemente alle loro strategie COPTREL 500, OOMISINE e FRONTIERE, SIL-KA e BOTRISINE.
Nell’intento di ridurre i quantitativi di prodotti chimici nelle proprie uve, anche alcune cantine sociali e private come le Cantine di Valpolicella-Negrar e di Valpantena (VR) e la Cantina di Mezzacorona in Trentino, stanno portando avanti tecniche che prevedono una parziale o totale sostituzione degli agrofarmaci con FRONTIERE ed OOMISINE.

Ma non di sola vite vive l’uomo; infatti a Vercelli alcune aziende stanno provando un nuovo prodotto per il controllo del brusone del riso. Altre prove riguardano la marsonina dei Pioppi.
Campi dimostrativi e campi prova per l’ingrossamento delle drupacee e delle pomacee sono in corso a Ferrara, Bologna e Cuneo, con l’utilizzo di DECIDE, ENERGENE inseriti all’interno di programmi nutrizionali pensati ad hoc.
Dobbiamo anche segnalare prove relative al controllo dei Nematodi su varie colture con l’utilizzo di NEMASINE e NEMATEC.

Per maggiori informazioni circa i risultati raggiunti e gli obiettivi futuri, potete contattarci via mail:
info@kalosgate.com
info@agrochimicasnc.it

VITE, è adesso che ci giochiamo la stagione

Durante il mese di Giugno le condizioni climatiche erano così rassicuranti, e la pressione delle fitopatie così blanda, che la maggior parte dei viticoltori e dei tecnici già pregustava un’annata molto buona; gli ultimissimi giorni di Giugno e l’inizio di Luglio hanno scombinato le carte, sono emersi problemi, in particolare di Peronospora larvata e di Oidio, ed è iniziato un certo allarme Botrite, ed ora alcuni devono correre ai ripari in tutta fretta.

Di rigore non bisognerebbe mai abbassare la guardia, ed in molti stanno imparando che prevenire è meglio che curare e che una costante attenzione migliora la produzione. Ma quali sono le problematiche che i viticoltori potrebbero trovarsi ad arginare nell’immediato?
Peronospora: su grappolo è probabile che sia entrata fin dalla fase di fioritura, ma anche con le piogge molto intense del 23 – 24 giugno; comunque c’è poco da fare, tentare di limitare i danni e salvare il salvabile della produzione. Se la peronospora è invece presente sulle foglie, è necessario intervenire per salvaguardare l’attività fotosintetica per garantire gli aspetti qualitativi della produzione.

Peronospora Larvata
Peronospora Larvata

Oidio: l’attenzione verso l’oidio deve essere ora ai massimi livelli, poiché la malattia si presentava già molto aggressiva in primavera (si notava benissimo sulle erbe spontanee), e a maggior ragione sarà un osso duro da debellare con questo clima così favorevole al suo sviluppo.
Chi ha usato Oomisine, Frontiere e Coptrel,  con criteri di prudente gestione preventiva di queste patologie, non ha certamente problemi: rafforzando le difese naturali delle viti, attivandone i meccanismi di resistenza endogena verso i patogeni, i viticoltori si trovano in una condizione di relativa tranquillità.

Oidio
Oidio

Muffa grigia – Botrite: In questo momento così delicato, bisogna agire subito contro la Botrite;  con questo clima farà sicuramente la sua entrata in scena, soprattutto nelle varietà sensibili (bianchi a grappolo compatto) e negli appezzamenti colpiti in precedenza da grandine. Il nostro consiglio è di trattare con Botrisine, concentrandolo sulla fascia dei grappoli, alternando i trattamenti con Sil-ka (estratto di Equiseto con Silicato di Potassio), fondamentale per assorbire l’umidità in eccesso e rafforzare la cuticola degli acini. A questo riguardo, abbiamo emanato l’11 Luglio 2014 la nostra nota tecnica con i consigli e le modalità di intervento: Nota tecnica 22 -2014 “VITE – Botrite”.

Botrite precoce
Botrite precoce

In generale, dalle osservazioni  sul campo dei nostri tecnici agronomi, si evidenzia che la difesa a calendario non è più efficace, e non è più proponibile. L’imprenditore viticolo deve mettere al centro dell’attenzione la fisiologia della pianta, indurre ed ampliare i meccanismi endogeni di resistenza, essere presente ed attivo, tenendo d’occhio tutte le prassi di buona gestione agronomica del vigneto: equilibrio vegeto-produttivo, gestione del verde, tanta prevenzione.
Si prospetta un finale di stagione alquanto impegnativo.

Per maggiori informazioni circa l’uso di Frontiere, Oomisine, Botrisine e Sil-ka:
tel. 0432 909926 – info@kalosgate.com – info@agrochimicasnc.it

Frontiere: che cos’è e come funziona

K&A Frontiere
K&A Frontiere

K&A Frontiere è il futuro a portata di mano: dalla tecnologia Bioatlantis e dalla competenza K&A, il protagonista della nuova frontiera tra nutrizione e difesa.

Estratto puro di alghe ad alto contenuto di bioattivatori naturali, la sua composizione consente di attivare nelle piante i naturali sistemi di difesa, inducendo resistenza contro gli attacchi di funghi e batteri.
ll fucoidano, i florotannini ed il mannitolo, sono solo alcuni dei fattori di successo nell’induzione naturale dei sistemi di difesa endogeni nelle piante.
I componenti bioattivi di Frontiere, infatti, simulano l’attacco di un patogeno fungino o batterico, stimolando le piante, anticipatamente rispetto ad un infezione vera e propria, a sintetizzare le sostanze che concorrono alla loro difesa:  aumento dello spessore della parete cellulare, produzione di sostanze tossiche per il patogeno, sintesi di proteine specifiche per la difesa (PRproteine) e, se è necessario, morte cellulare programmata.
Tutto questo significa induzione della SAR (resistenza sistemica acquisita).

All’interno della stessa specie, le CV di piante tolleranti ad una determinata malattia differiscono da quelle suscettibili, per la durata dell’intervallo temporale che intercorre tra la penetrazione del patogeno e la messa in atto dei sistemi innati di difesa. Questo fatto testimonia come, oltre che per la nutrizione, anche per l’induzione di difesa, è il tempo il fattore determinante.
Ancora una volta, fare le cose giuste al momento giusto risulta essere la chiave del successo.

K&A Frontiere è un eccellente induttore di difesa utilizzabile da solo o in miscela su tutte le colture, in ogni fase di sviluppo delle piante ed in ogni tipo di coltivazione, naturale, biologica ed integrata.
Permette di ridurre il numero totale di interventi con fungicidi e, di conseguenza, l’ammontare di residui sul prodotto finale.

Per una agricoltura che mette al centro dell’attenzione il rispetto dell’ambiente, la salute delle persone e la salubrità degli alimenti.

Per visualizzare le prove e per saperne di più:
info@kalosgate.com – www.kalosgate.com
info@agrochimicasnc.it – www.agrochimicasnc.it

L’allegagione e l’equilibrio vegeto-produttivo, la chiave del successo

Prove sul campo con Decide
Prove sul campo con Decide

L’ allegagione è un momento delicato per tutte le colture. In questa fase fenologica le piante “decidono” la produzione. E’ fuor di dubbio che, per le piante legnose, la programmazione delle gemme è già stata fatta l’anno precedente, e che le colture annuali programmano ben prima di ora il numero di fiori, e quindi la potenzialità produttiva. Tuttavia è parimenti noto che proprio in questa fase le piante scelgono quanti frutti (bacche, acini, semi, etc) possono o riescono a portare a maturazione, rispetto a quanto precedentemente programmato.

Esiste un momento nel quale i due “sink” fondamentali di ogni pianta, e cioè l’apice vegetativo e quello produttivo (il frutto), competono per l’approvvigionamento delle sostanze prodotte dal “sistema pianta” attraverso quelle che si dicono “source” (sorgenti), e cioè foglie che fanno la fotosintesi e radici che assorbono. Nella fase di allegazione, quando vi è l’inizio dell’accrescimento dei frutti, è fondamentale intervenire per favorire il corretto equilibrio vegeto-produttivo, in modo da convogliare le sostanze accumulate dalla pianta verso i frutti, anziché verso legno e foglie.

Dati delle prove sul campo
Dati delle prove sul campo

Il Centro di Competenza Kalòs e Agrochimica hanno condotto presso aziende private e centri di saggio dislocati su tutto il territorio nazionale, numerose prove per testare l’efficacia e la migliore modalità di utilizzo di K&A Decide, capace di svolgere un’azione di contenimento della spinta vegetativa a favore di quella produttiva.
Una tra tutte è la prova condotta dal centro di saggio Innovaricerca di Ferrara: in questo caso il prodotto è stato utilizzato nella dose di 2,5l/ha su pero Abate CV Farold®, per un totale di 3 interventi. K&A Decide si è dimostrato efficace nel controllo della vegetazione con un effetto protrattosi sino alla raccolta: nel rilievo eseguito 3 mesi dopo l’ultimo trattamento si notava, infatti, una differenza del 16% nella lunghezza dei getti trattati rispetto a quelli non trattati.

Lo stesso prodotto è stato utilizzato con successo anche su melo e vite alla dose di 2-3 l/ha, specialmente in miscela con prodotti a base di potassio (Agripotash) o calcio (Caltrac).
Su actinidia il dosaggio ottimale perconvogliare le energie della pianta verso la moltiplicazione cellulare, è di 1,5-2 l/ha distribuiti in post fioritura per 2-3 volte.

Per maggiori informazioni  potete contattare il nostro ufficio tecnico allo 0432 909926 oppure via mail a info@kalosgate.com oppure visitare i siti web www.kalosgate.com e www.agrochimicasnc.it

(K&ADecide® è un marchio registrato di Kalos e Agrochimicasnc)

La fioritura di vite, kiwi e olivo: come intervenire con efficacia

Prefioritura della vite
Prefioritura della vite

Per la nutrizione:

La fioritura e l’allegagione sono per le piante i momenti di massimo fabbisogno energetico, lo sforzo massimo che esse fanno nel loro ciclo vitale, con un obiettivo assoluto, uguale per tutti gli esseri viventi: la riproduzione della specie.
Nella fase di prefioritura bisogna garantire un’ottimale dotazione di elementi nutritivi essenziali per una fioritura omogenea, un’efficace allegagione ed il massimo risultato produttivo. Gli elementi fondamentali da apportare alla pianta sono quindi il Boro e lo Zinco.

Se andiamo a valutare i casi di carenza di questi due elementi sulla vite, riscontreremo danni da acinellatura, quindi la mancata crescita degli acini per difetti di fecondazione. In particolare, la carenza di Boro evidenzia l’acinellatura verde, mentre la carenza di Zinco porta ad un’acinellatura dolce.

Nel caso del kiwi, con l’obiettivo di avere frutti di buona e regolare dimensione, sarà essenziale fornire alle piante Boro e Zinco per favorire una fecondazione omogenea e la conseguente maturazione di frutti dalla forma regolare e di ottimo calibro commerciale. La fecondazione, infatti, influenza direttamente quello che poi sarà il frutto, perché il numero dei semi incide direttamente sulla dimensione del kiwi.

Nel caso dell’olivo, un ruolo di grande importanza è rivestito soprattutto dal Boro, che va ad incidere nella fase di mignolatura e nel processo di fioritura ed allegagione.

Per fornire alle piante i microelementi essenziali per la fioritura, il Centro di Competenza Kalòs vi segnala: YaraVita Bortrac150 (prodotto ammesso in agricoltura biologica, 150 g/litro di Boro etanolamina), YaraVita Zintrac700 (prodotto ammesso in agricoltura biologica, 700 g/litro di Zinco in sospensione concentrata), YaraVita Flowering (mix di nutrienti con Boro, Zinco e Magnesio), YaraVita Photrel Pro (prodotto ammesso in agricoltura biologica, mix con Boro, Manganese, Molibdeno, Magnesio e Zolfo).

Sono consigliati, inoltre, due/tre interventi con K&A Impulsive Premium a 2 l/ha, con effetto biostimolante, per ottimizzare nella pianta l’utilizzo delle sostanze di riserva, uniformare l’apertura dei fiori, garantire una efficace fecondazione e stimolare la crescita iniziale dei frutticini.

Nelle fasi successive alla fioritura ed allegagione, sarà opportuno intervenire per stabilire un corretto equilibrio vegeto-produttivo, e quindi eseguire interventi mirati per favorire l’accumulo delle sostanze prodotte dalla pianta nei frutti anziché nella vegetazione. Di quest’ultimo tema ve ne parleremo approfonditamente nel prossimo post.

Per la difesa:

La difesa delle piante dalle malattie è sempre importante, ma ancora di più a cavallo di fioritura ed allegagione, perché solo salvando i fiori poi si potranno avere i frutti.

In tutti i programmi di difesa della vite, consigliamo l’utilizzo degli Induttori Naturali di Difesa Endogena delle piante: K&A Frontiere + K&A Oomisine. Si tratta di prodotti naturali per aumentare la resistenza delle piante agli attacchi di Peronospora ed Oidio. Si utilizzano in parziale o totale sostituzione dei prodotti tradizionali, in tutte le forme di coltivazione: convenzionale, integrata, biologica e biodinamica.

Nell’actinidia interventi mirati con K&A Frontiere in miscela con YaraVita Coptrel500 hanno dimostrato un’evidente efficacia nel contenimento della batteriosi (PSA).
L’uso di Coptrel 500 nella vite e nell’olivo sostituisce il rame tradizionale, aumentando nel contempo la persistenza e soprattutto l’efficacia; anche contro la rogna dell’olivo.

Per maggiori informazioni potete contattare il nostro ufficio tecnico allo 0432 909926 oppure via mail a info@kalosgate.com

Grandi colture: obiettivo quantità e qualità per grano, mais e soia

Progetto Grandi Colture KALOS
Progetto Grandi Colture KALOS

Produrre di più e meglio, questo l’obiettivo che ci siamo posti supportando gli agricoltori nella gestione delle colture estensive e dando vita al progetto Grandi Colture. L’iniziativa è partita grazie all’input di Yara Vita, dopo un’attenta disamina dei fabbisogni nutrizionali di colture quali i cereali autunno-vernini, il mais e la soia, e delle esigenze di chi vive quotidianamente grazie a queste coltivazioni. Il nostro centro di competenza KALOS sta realizzando in questa prima parte dell’anno diversi incontri nel territorio del Nord e del Centro Italia per comunicare il progetto Grandi Colture. E ci teniamo a raccontarlo anche in questa sede, cosi ché chi fosse interessato possa contattarci per maggiori informazioni.

Il Progetto Grandi Colture prevede innanzitutto che ci si ponga un obiettivo ambizioso in termini di produzione /ha, in base al quale andranno poi realizzati dei piani di integrazione della concimazione di base mirati e personalizzati, che proseguano anche attraverso la difesa.
La necessità di coniugare quantità e qualità viene dal mercato stesso e dall’esigenza fondamentale di aumentare la redditività del settore agricolo. Produrre di più e meglio significa poter realizzare un buon raccolto, che non presenti difetti, ed anzi sia caratterizzato, a seconda della tipologia, da alto tenore proteico, da un peso specifico ottimale e dalla riduzione della presenza di micotossine.

Vi siete mai chiesti come mai le rese, per esempio di soia, siano le stesse di 30 anni fa? Questione di varietà poco produttive? Nuove malattie? Potrebbe essere la concimazione? Ma cosa si fa nel concreto per produrre di più e meglio? Noi partiamo dal presupposto che l’agricoltore, in quanto imprenditore agricolo, debba tenere sotto controllo e valorizzare tutti i fattori produttivi della sua azienda per ottenere risultati che vadano oltre la tradizione. La scelta di un prodotto rispetto ad un altro non è solo questione di marca, ma soprattutto di esigenze della pianta, della sua fisiologia e del momento ottimale di utilizzo: fare ciò che serve quando serve significa razionalizzare i costi e massimizzare i risultati.

Per esempio nel caso del grano l’obiettivo che ci poniamo con il Progetto Grandi Colture è di produrre una media di 90 quintali/ettaro, per raggiungere il quale serve il giusto mix di azoto, fosforo, potassio, zolfo, calcio, magnesio, manganese, zinco e rame. In questo caso il prodotto chiave è Gramitrel Yara Vita, che viene integrato al programma nutrizionale specifico, unitamente ad altre soluzioni che possano massimizzare il potenziale della coltura.

Dal punto di vista fisiologico sappiamo che è importante curare i dettagli in tutte le fasi fenologiche, l’equazione della resa infatti è composta da diversi parametri, tutti fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi desiderati.
Resa per ettaro = n°piante per m2 x n° spighe per pianta x n° cariossidi per spiga x peso specifico delle cariossidi
Per massimizzare il n° di piante/m2 è necessario curare la dotazione di fosforo ed azoto durante l’accestimento , per ottimizzare il n° di spighe per pianta ed il numero di cariossidi per spiga è fondamentale curare l’apporto nutrizionale (azoto, fosforo e microelementi) tra la levata e la fioritura, per massimizzare il peso specifico ed il tenore proteico sono determinanti le dotazioni di azoto, zolfo  e potassio disponibili da botticella-fioritura in poi.

Per gli agricoltori interessati a maggiori informazioni: il nostro ufficio tecnico è a disposizione allo 0432 909926 oppure via mail a info@kalosgate.com

Un inverno bizzarro costellato da piogge ed alte temperature, che fare?

Campi allagati
Campi allagati

In questi primi mesi del 2014 la preoccupazione si aggira tra gli agricoltori. E’ un’ansia che ha ragion d’essere, vista la quantità di pioggia condensatasi in così poco tempo ed abbinata a temperature alte rispetto alle medie del periodo. L’eccesso idrico causa sofferenza per asfissia radicale, uno stress da carenza di ossigeno che mina il metabolismo delle piante. Ci riferiamo in particolare ai cereali autunno-vernini.

Gli allagamenti nei campi di questi ultimi mesi, dovuti alle copiose precipitazioni, fanno sì che l’ossigeno ed i gas presenti nel terreno diminuiscano; il loro posto nelle porosità del suolo viene preso dall’acqua. Le radici delle piante non sono quindi più in grado di interagire con gli elementi gassosi ed il suolo diviene “asfittico”, situazione che favorisce il prodursi di sostante nocive per le piante stesse. Nelle specie altamente sensibili a questo fenomeno, le cellule radicali non riescono a superare le 24 ore di mancanza di ossigeno e quindi periscono.

Nella maggior parte dei casi fortunatamente le piante riescono a resistere a questi stress, ma manifestano il loro malessere attraverso ingiallimenti fogliari ed appassimenti. Purtroppo in questo momento, nel quale le condizioni meteorologiche permangono inalterate, non è possibile attuare interventi efficaci, ma è necessario attendere che il tempo migliori e che magari le temperature si abbassino così da allontanare il rischio di infezioni fungine, particolarmente favorite in questo clima.

Per quanto riguarda le viti ed i kiwi il pericolo incombente è invece quello di un risveglio vegetativo troppo precoce, che potrebbe esporre le piante alle insidie delle gelate tardive. I tecnici del nostro Centro di Competenza Kalòs consigliano di intervenire verso la seconda metà del mese di marzo con un preparato come DECIDE, estratto super-concentrato di alghe, consentito in agricoltura biologica. L’obiettivo è duplice: stimolare il germogliamento, bloccato dalla mancanza di una vera e propria fase dormiente (accumulo di ore di freddo) e regolare la crescita con un prodotto naturale, garantendo l’equilibrio vegeto-produttivo ottimale.

Per maggiori informazioni, potete contattare i nostri tecnici via mail a info@kalosgate.com